«Participio futuro»: l’antropologia nell’aura del futuro

Recensione
Massimo Angelini
Participio futuro: Dalla terra alla bellezza, per tornare al simbolo
236 pp. – €12.00
ISBN: 978-88-98187-28-7
Pentàgora, 2015

Participio-Futuro-Angelini

Il participio futuro é un tempo verbale o – per prendersi una licenza poetica – un «tendere» del verbo verso quanto non sia ancora completamente in esistenza, ma il cui contorno possa già intravedersi. Così la parola «venturo» indica «ciò che sta per venire»; il «futuro» quanto «sta per essere» o ancora la «natura» quello che «sta per nascere» (e dunque il principio della vita, la disposizione al vivere, il venire-in-essere). Il participio futuro, in altre parole, abita l’aura di ciò che non é ancora, ma la cui presenza può essere in qualche modo avvertita – al punto da poter essere afferrata linguisticamente in un tempo verbale. Nella formulazione poetica che ne offre Angelini:

Il participio futuro non indica ciò che sarà, ma ciò che sta per essere, che é imminente, che non é ancora eppure già partecipa dell’essere, indica ciò che é prossimo e già se ne intravede l’abbozzo, la traccia, il segno. Nascituro non é chi nascerà, ma chi sta per nascere, chi é prossimo a nascere e la cui nascita, perciò, é gia inscritta nel presente: è chi é già oggi con noi compresente. L’albero che ancora non é spuntato é il participio futuro del seme germinato dal quale sta per prendere vita e forma. La casa prefigurata nel progetto é il participio futuro delle fondamenta da poco gettate. Ogni cosa della quale intravediamo la realizzazione é il participio futuro di ciò che oggi l’annuncia e già la prepara (p. 67).

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That’s why they call me Mr. Farenheit: Le accelerazioni di Yanis Varoufakis, dal diario di viaggio di un collega (per un giorno)

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Con Yanis Varoufakis alle Officine Corsare il 17 marzo 2016.

Officine Corsare, Torino, ore 23. Sono seduto al fianco di Yanis Varoufakis, per suggerirgli all’orecchio la traduzione degli interventi di un dibattito sulla democrazia in Europa. Lui mi ascolta assorto, allungandosi di tanto in tanto sullo schienale e lasciando emergere, dalla gamba del pantalone, uno stivaletto di cuoio scuro. Poco prima, incamminandoci per il dibattito, ho invece colto la lunghezza, fino al polpaccio, del suo elegante cappotto. Nero pure quello. ‘Sembra Neo’ – penso tra me e me, immaginando la famosa scena di The Matrix, in cui il protagonista intuisce la matrice malleabile della realtà nel momento in cui schiva i proiettili dell’agente Smith, riuscendo a scorgerne la traiettoria con lucidità inusuale.

Ma Varoufakis condivide di più, con Neo, dell’eleganza dal sapore punk. L’economista greco – a Torino il 17 marzo per accettare il professorato honoris causa all’International University College [dove stavo svolgendo un incarico di docenza] – emana come l’eroe di The Matrix anche una certa aura prometeica. Quella di chi ha penetrato un ordine computazionale oscuro ed opprimente, e ne ha fatto ritorno restituendo all’umanità il fuoco della consapevolezza: quella del proprio persistente potere collettivo di dare concretezza a visioni alternative di mondi possibili. Read more

Sergente Romano: traghettare il meridionalismo da Storia Patria a canto di filiazione con la Terra?

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Articolo originariamente apparso su Crapula e parte della serie tematica Figli di Annibale.


Sergente Romano è il titolo del libro d’esordio letterario di Marco Cardetta, che offre un’esperienza mistica e perturbante consigliabile a quanti — come il sottoscritto — si aggirano con curiosità per i meandri del meridionalismo, ma anche a quanti siano semplicemente in cerca di una meditazione originale sulla storia come esperienza corale e polisemica, la storia prima dell’istituzionalizzazione in Storia. Read more

Con passo «lento, silenzioso e accorto» … per perdersi a Sud

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Articolo parte della serie tematica Figli di Annibale.


Se si potesse infondere in un testo il ritmo e la profondità tonale del canto, e le immagini che questo è capace – anche solo acusticamente – di evocare, vorrei allora che una meditazione sul «perdersi», suscitata dal libro omonimo di Franco La Cecla, potesse essere partecipe dell’atmosfera delicata e dei dettagli vivi musicati da Gianmaria Testa, quando canta la diaspora di chi cerca un (ri-)ambientamento, attraverso la metafora de «I seminatori di grano». Read more

L’innovazione a Sud tra dono, nuove forme di organizzazione del lavoro e pratiche di cittadinanza attiva (prima parte)

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Articolo parte della serie tematica Figli di Annibale.


Lavoro, volontariato e dono sono stati i termini di riferimento per una due giornate di studio dal titolo «Forum del dono»; opera di un consorzio interdisciplinare – il gruppo di ricerca «A piene mani: dono e beni comuni» – presso l’Università «Federico II» di Napoli. Read more

L’innovazione a Sud tra dono, nuove forme di organizzazione del lavoro e pratiche di cittadinanza attiva (seconda parte)

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Articolo parte della serie tematica Figli di Annibale.


Il «Forum del dono» é stato un incontro di due giornate (7 e 8 ottobre 2015) tenutosi presso l’Università «Federico II» di Napoli, sotto il patrocinio organizzativo del gruppo interdisciplinare di ricerca «A piene mani: dono e beni comuni». La prima giornata ha consentito di districare i termini di una triangolazione ricca di ambiguità e zone d’ombra: quella tra volontariato, lavoro e dono. Read more

Discorso di accettazione del Premio “Mario Ravà”

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Il 18 ottobre 2015, ho presenziato al Padiglione CONAF all’EXPO per la cerimonia di premiazione dell’edizione 2014 del Premio “Mario Ravà”; premio conferito per le mie ricerche sulla finanziarizzazione del cibo, e con la seguente motivazione nel giudizio della commissione valutatrice del concorso:

per la profondità di analisi, l’ampio respiro e la sicura padronanza critica. Ciò appare tanto più significativo nell’anno in cui il nostro Paese ospita la grande rassegna globale Expo 2015 che incentra su tali temi il suo profilo caratterizzante.

Di seguito, la registrazione audio dal vivo del mio discorso di accettazione.

Quando è la Questione Meridionale a venir messa in questione

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Articolo parte della serie tematica Figli di Annibale e redatto con l’assistenza di Giovanni Travaglino.


Allorché si sente parlare di «Questione Meridionale», il paziente giace già pronto sul lettino: un Sud malato, socialmente arretrato, zavorra dello sviluppo nazionale e intriso di criminalità. A fronte di questa diagnosi, frotte di esperti vengono di volta in volta invitati ad elaborare piani di cura che si spera possano funzionare. Mettere in discussione la «Questione Meridionale» Read more