That’s why they call me Mr. Farenheit: Le accelerazioni di Yanis Varoufakis, dal diario di viaggio di un collega (per un giorno)

Yanis-Luigi
Con Yanis Varoufakis alle Officine Corsare il 17 marzo 2016.

Officine Corsare, Torino, ore 23. Sono seduto al fianco di Yanis Varoufakis, per suggerirgli all’orecchio la traduzione degli interventi di un dibattito sulla democrazia in Europa. Lui mi ascolta assorto, allungandosi di tanto in tanto sullo schienale e lasciando emergere, dalla gamba del pantalone, uno stivaletto di cuoio scuro. Poco prima, incamminandoci per il dibattito, ho invece colto la lunghezza, fino al polpaccio, del suo elegante cappotto. Nero pure quello. ‘Sembra Neo’ – penso tra me e me, immaginando la famosa scena di The Matrix, in cui il protagonista intuisce la matrice malleabile della realtà nel momento in cui schiva i proiettili dell’agente Smith, riuscendo a scorgerne la traiettoria con lucidità inusuale.

Ma Varoufakis condivide di più, con Neo, dell’eleganza dal sapore punk. L’economista greco – a Torino il 17 marzo per accettare il professorato honoris causa all’International University College [dove stavo svolgendo un incarico di docenza] – emana come l’eroe di The Matrix anche una certa aura prometeica. Quella di chi ha penetrato un ordine computazionale oscuro ed opprimente, e ne ha fatto ritorno restituendo all’umanità il fuoco della consapevolezza: quella del proprio persistente potere collettivo di dare concretezza a visioni alternative di mondi possibili. Read more

Sergente Romano: traghettare il meridionalismo da Storia Patria a canto di filiazione con la Terra?

figli-di-annibale-meridionali cut2

Articolo originariamente apparso su Crapula e parte della serie tematica Figli di Annibale.


Sergente Romano è il titolo del libro d’esordio letterario di Marco Cardetta, che offre un’esperienza mistica e perturbante consigliabile a quanti — come il sottoscritto — si aggirano con curiosità per i meandri del meridionalismo, ma anche a quanti siano semplicemente in cerca di una meditazione originale sulla storia come esperienza corale e polisemica, la storia prima dell’istituzionalizzazione in Storia. Read more

La comunità che sei

Articolo apparso originariamente sul blog di Crapula il 6 maggio, 2015.


Di comunità si parla spesso in terza persona, quasi fosse una ‘cosa’. Nel gergo della politica, si sente dire per esempio che le decisioni debbano essere prese a livello ‘di comunità’, come se si parlasse di uno scalino, solido e dai bordi netti. La comunità, quando è discussa in questa maniera, viene presentata come un qualcosa dai confini apparentemente fissi: la comunità nazionale, per esempio, o quella locale, trattate kantianamente come delle cose-in-sé, che esistono separatamente da chi ne parla. Questo modo di trattare la comunità come cosa, a mio avviso, mostra tutta l’ossificazione del ragionare per definizioni. Read more

La sillaba mancante

cropped-logo-festival

Articolo apparso originariamente sul blog del Festival delle Idee Politiche il 6 maggio, 2015.


L’immaginazione è uno dei processi più suggestivi ed entusiasmanti cui sia possibile partecipare tra esseri umani. E a Pozzuoli, per tre giorni, abbiamo immaginato. Ci siamo, cioè, scambiati strumenti culturali per pensare altrimenti le condizioni di partenza, intuendo possibilità nuove per l’agire comune. Read more

Atmosfere di indifferenza

cropped-logo-festival

Articolo apparso originariamente sul blog del Festival delle Idee Politiche il 1 aprile, 2015.


Carlo Levi scriveva su La Stampa del 7 febbraio 1957, da Nuova Delhi, di aver avuto l’impressione (l’italiano è la mia ri-traduzione dall’edizione in inglese dei suoi Scritti sull’India) di un ‘nascondiglio’, nel quale il potere si faceva inscrutabile ai sottoposti. L’occhio attento di Levi aveva colto, in questo breve passaggio a Nuova Delhi, un tratto curioso – non solo dell’India. Read more

Ma, in India, di che ti occupi?

cropped-logo-festival

Articolo apparso originariamente sul blog del Festival delle Idee Politiche il 31 marzo, 2015.


Da poco più di sei mesi vivo e lavoro in India. Qui divido il mio tempo tra Bangalore, sede della mia università, e Shillong, casa della famiglia della mia compagna. Professionalmente, mi occupo di sociologia culturale; il che, in termini astratti, non vuol dire granché neanche tra sociologi. Concretamente, mi interesso della quotidianità. Read more